UDINE IN LUCE

Fotografare la letteratura

CARLO SGORLON La notte del ragno mannaro
DANIELE AGOSTO Fotografie

LA RUOTA

Il cigolio lancinante della torsione mi scarnifica i timpani. Non posso resistere. Ho l’impressione che queste ruote siano state portate da qualche sala di tortura, tutto si torce e spasima sotto la spinta lenta ma potente dell’acqua.

 

VERTIGINI

Mi gira violentemente la testa, e ho una strana sensazione di labilità, di mancanza di solidità e di equilibrio. Sono sul solido, ma mi sembra sempre di cadere, ho sempre le vertigini, forse perché penso di essere sostenuto dalla terra, ma che essa non è sostenuta da niente, e gira eternamente nel buco immenso dell’universo.

IL TUNNEL
Mi sembra di essere entrato in un tunnel, in una caverna scura dove sono già stato, e di dover scorgere da un momento all’ altro sulle pareti, da qualche parte, inciso il segno del mio destino.

ROSSO

A guardare fuori si direbbe manchi poco all’alba, ed è sempre diffuso quel soffio rossastro che stagna sopra i tetti.
Si direbbe che Udine stia bruciando a fuoco lento, o che un incendio covi sotto la cenere e sia sul punto di gettare fuori all’improvviso da sottoterra le sue lingue divoranti, oppure che questo rosso sia il ricordo sbiadito di un incendio che non c’è più.

 

 

 

ROSWHITA
Non capisco se mi sfugge o se mi provoca per farsi inseguire. Forse ha una natura crudele e si diverte a tormentarmi. Cosa può importarle di un fuoco fatuo che corre nella notte, di un fascio di muscoli tenuti insieme, forse, solo dal desiderio di raggiungerla?

 

 

 

GIOSTRE

Il movimento rotatorio mi fa venire un po’ di vertigini. Mi ricordo che anche la Terra gira su se stessa e attorno al sole, e il sole a sua volta fa un lento giro attorno alla sua galassia. Forse fra poco ci sarà un ciclone. Troppi movimenti. Mi sento ubriaco di movimenti. Mi viene il capogiro.

 

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