Enzo forner

Nato nel 1957, fin da giovane si appassiona alla fotografia coltivando i generi del reportage di viaggio e della fotografia naturalistica.
Anche grazie alla partecipazione al CFF, di cui è socio dal 2023, negli ultimi anni ha sviluppato un approccio più meditato e riflessivo alla pratica fotografica, sperimentando nuovi orizzonti espressivi.
La fotografia è un ottimo pretesto per uscire di casa, conoscere il mondo, anche semplicemente quello del proprio quartiere, e camminare.

IL CERCHIO DELLA VITA DELLA VITE

Anche la vite e il vigneto hanno un loro cerchio della vita: dalla fase di preparazione del terreno, alla fase dell’impianto, alla crescita e alla cura delle vigne, per giungere alla fase della maturità dove il vigneto assume il suo massimo splendore e caratterizza fortemente il paesaggio della fascia collinare friulana. Giunge poi inevitabile il declino, quando le viti vengono espiantate per lasciare posto a nuovi virgulti. Il portfolio, realizzato in Friuli nell’inverno 2023/24, è stato selezionato nella shortlist dei vincitori al Concorso fotografico “Sguardi divini”, promosso da Exhibit Around di Trieste.

GEOGRAFIA DELL’ATTESA

Geografia dell’Attesa esplora i luoghi del Pordenonese in cui il tempo sembra trattenere il respiro. Panchine vuote, fermate silenziose, chiese senza fedeli, parchi in cui l’uomo è assente: spazi-non spazi pensati per accogliere persone, incontri, partenze, ma colti nel momento della loro assenza.
Ogni fotografia racconta una sospensione, un’attesa senza volto che trasforma luoghi quotidiani in scenari intimi e malinconici. Il vuoto non diventa mancanza, ma presenza silenziosa del tempo che passa, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora accadere. Il portfolio è stato premiato con una Menzione d’onore al Concorso fotografico “Verso Pordenone 2027”, promosso da Exhibit Around di Trieste.

LE VESTI DI VESTA

Qualche tempo fa mi sono improvvisamente accorto che al tramonto i raggi del sole, filtrando tra i fori delle persiane e le tende delle finestre di casa, creavano sulle pareti delle stanze frammenti, pur deformati, della realtà esterna come se fossimo all’interno di una grande camera oscura. Il progetto fotografico esplora la relazione tra il fuori e il dentro che le finestre rendono possibile; mi piace pensare alle tende e alle persiane come le vesti di Vesta, la dea romana del focolare domestico, che come un filtro magico ci isolano dall’esterno ma al contempo ci permettono di entrare in contatto col mondo. Il portfolio è stato selezionato nella shortlist dei vincitori al Concorso fotografico “Mytography V”, promosso da Exhibit Around di Trieste.

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