UDINE IN LUCE

Fotografare la letteratura

PIERLUIGI CAPPELLO Questa libertà
ROSSANA TREVISAN Fotografie

Quando è sceso dal treno, Udine si è riappropriata di lui con il rumore; quello continuo delle macchine, i rari colpi di clacson, il grattare pesante degli autobus arancioni.

Né uomo né bambino, anche lui, come la città, è in un momento di passaggio, la sua alba ha ormai preso il colore del mattino, ma il suo corpo vibra di impazienza. È l’aereo che scalda il motore prima del decollo e trattiene il suo scalpito per poi scatenarlo e lanciarlo a mordere le nuvole.

[…] ha tagliato una folla di ragazzi e ragazze che lo hanno lasciato smarrito e confuso: avrebbe voluto tornare a casa, avrebbe voluto tutta la libertà di piagnucolare come un bambino. In quella massa è un puntino perso […].

Nello spazio aperto del campo, le poche parole, le battute fra ragazzi, si stagliano nitide nell’aria e vengono subito portate via, si dissolvono come bollicine nella concentrazione che comincia ad addensarsi, e che lui avverte nella tensione indefinita delle sue fibre.

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