UDINE IN LUCE

Fotografare la letteratura

TITO MANIACCO Figlio del secolo
SANDRO VICEDOMINI Fotografie

Al nonno toccava fatalmente in sorte la festa di San Valentino, anche perché non ci si poteva aspettare altro da un Tin.
Passando per via Cicogna s’imboccava quasi in salita il ponte della roggia e ci si addentrava nel freddo mattino di febbraio febbraio era sempre febbraio fevrarut piês di dut in via Giovanni da Udine in burgo Glemone untra pontem eundo in pracluso e da lì in salita per via Liruti sita in ripa Cardini iuxta cimiterium judeorum detta appunto un tempo Rive dai Ebreos e da lì ancora scivolando rabbrividendo contro lo spoglio lato nord della Basilica delle Grazie il nonno aveva un grosso e lungo cappotto nero ed un berretto une barete e fumava gli ultimi sprazzi di sigaro Roma proprio mentre c’infilavamo fra le baracche tremolanti al vento riparate dal garbìn che imperversava dalle Valli del Natisone da qualche telo tenda del Regio Esercito proprio dal lato est dove fumavano stufe nere su cui friggevano frittelle e krapfen con la marmellata e bianco lanuginoso vorticando usciva attorcigliandosi a dei lunghi bastoncini lo zucchero filato in racchiuso duos passus terre sitos in villa Utini loco cui dicitur Pratclus fendendo la folla scura e grigia tutta sciarpe tabarri stiriane e cappotti e qualche rara bicicletta Tin mi trascinava stretto nel suo pugno ossuto verso la chiesetta di san Valentino al è un biel dì san Valentìn al cjante el lodolìn e al tire un aiar boe il nonno sgrasaia sotto i folti baffi bianchi ingialliti dalla nicotina ed entriamo fra la gente che sta in fila e scorre lungo i freddi muri della chiesetta finché fra giaculatorie nuvole d’incenso preti di colori scintillanti arriviamo all’altare sotto il quale in una teca di cristallo sta disteso il corpo del santo avvolto nei suoi antichi paramenti il teschio giallino appoggiato ad un cuscino di seta il santo che dicono Valentino visto che tante chiese sostengono di possedere le taumaturgiche spoglie ma chi è costui questo milite ignoto della grande milizia cristiana di secoli lontani certo è il santo delle mandrie e non a caso per secoli in questi prati chiusi Praclûs pratum clausum si raccoglieva il bestiame tanto che fino a non molti anni fa prima di una sciagurata sciatta e rapinosa lottizzazione c’era il foro boario che si stendeva da quella porta dirigendosi verso sud…

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